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Dichiarazione di Conformità UE ed EAC: Quando Servono, Chi le Emette e Requisiti Tecnici per l’Export

5 Marzo 2026

L’esportazione di prodotti verso mercati esteri richiede la predisposizione di una documentazione specifica in grado di attestare, in modo formale, che i prodotti rispettano le leggi del Paese di destinazione.

Tra questi documenti rientrano le dichiarazioni di conformità UE ed EAC, fondamentali per dimostrare che la merce soddisfa i requisiti di legittimità e conformità richiesti rispettivamente dall’Unione Europea e dall’Unione Economica Eurasiatica (UEE).

Quando servono le dichiarazioni di conformità UE ed EAC?

La dichiarazione di conformità UE serve quando un prodotto destinato alla commercializzazione nello Spazio Economico Europeo rientra in un perimetro normativo che richiede di dimostrare, in modo tracciabile, il rispetto di determinati requisiti.

In pratica, è necessaria ogni volta che il prodotto è soggetto a una o più normative e deve essere accompagnato da una documentazione che consenta di ricostruire: quali requisiti si applicano, quali verifiche sono state svolte e su quali basi tecniche si afferma la conformità. 

È fondamentale non solo per la vendita, ma anche per l’eventuale controllo da parte delle autorità e per la gestione dei rapporti lungo la filiera (distributori, marketplace, spedizionieri, dogane), perché mette nero su bianco la conformità del prodotto rispetto agli obblighi previsti nell’Unione Europea.

La dichiarazione di conformità EAC è invece necessaria quando l’esportazione è diretta verso i Paesi dell’Unione Economica Eurasiatica (UEE) e per quella specifica categoria merceologica è richiesta la conformità ai requisiti minimi dei Regolamenti Tecnici dell’UEE.

Serve a immettere il prodotto sul mercato, procedere con la distribuzione e superare i controlli lungo la catena logistica e doganale. In assenza di tale dichiarazione, la merce può essere considerata non idonea alla commercializzazione, con conseguenze operative anche molto pesanti: blocchi, richieste integrative, respingimenti o impossibilità di vendere regolarmente nel Paese di destinazione.

Chi le emette?

La dichiarazione di conformità UE viene redatta dal produttore (oppure dal rappresentante autorizzato) ed è il documento con cui si attesta, sotto la propria responsabilità, che il prodotto è conforme alle direttive europee applicabili a quella specifica categoria di prodotto. 

La dichiarazione di conformità EAC segue lo stesso principio: è una dichiarazione resa dal produttore o dal rappresentante autorizzato con cui si attesta che i prodotti soddisfano i requisiti minimi previsti dai Regolamenti Tecnici dell’Unione Economica Eurasiatica (UEE), laddove per quel prodotto sia prevista la forma dichiarativa e non quella certificativa. 

È importante chiarire che le dichiarazioni di conformità UE ed EAC sono diverse dalle certificazioni di conformità UE ed EAC. Nel caso delle certificazioni, infatti, si applica il cosiddetto sistema certificativo di terze parti: la conformità non viene dichiarata dal produttore, ma viene valutata da un soggetto giuridico terzo che agisce da garante, eseguendo prove di conformità su un campione di prodotto e verificando che siano rispettati i requisiti richiesti dalle direttive UE o dai Regolamenti Tecnici dell’UEE.

Che cosa determina se serve una dichiarazione o una certificazione di conformità? In genere dipende dalla categoria di rischio associata al prodotto: prodotti con rischio più elevato richiedono una certificazione obbligatoria tramite ente terzo, mentre per altre categorie può essere sufficiente la dichiarazione di conformità.

Requisiti da rispettare

La dichiarazione di conformità UE e la dichiarazione di conformità EAC attestano, in modo formale, che i prodotti destinati all’export rispettano i requisiti previsti dalla legge del Paese di destinazione.

Questi requisiti non sono uguali per tutti i prodotti. Al contrario, variano in funzione di diversi fattori, a partire dalla tipologia di prodotto e dal livello di rischio associato.

Un prodotto destinato all’imballaggio, ad esempio, deve rispettare requisiti molto diversi rispetto a una macchina, a un dispositivo elettrico o a un prodotto destinato al contatto con il consumatore. Cambiano le norme di riferimento, le verifiche richieste e la documentazione tecnica che deve supportare la dichiarazione. 

Prodotti con un impatto potenzialmente limitato sulla sicurezza o sulla salute sono in genere soggetti a requisiti meno stringenti, mentre prodotti considerati a rischio elevato richiedono controlli più approfonditi, test specifici e una documentazione più articolata.

Sia in ambito UE che in ambito UEE, i requisiti di conformità sono definiti da norme, direttive e regolamenti che stabiliscono cosa deve essere verificato, come devono essere condotte le prove e quali elementi devono essere documentati.

Dunque, predisporre correttamente una dichiarazione di conformità UE o EAC significa prima di tutto individuare il quadro normativo applicabile al prodotto specifico e capire quali requisiti devono essere rispettati.

Una valutazione incompleta o errata dei requisiti può compromettere la validità della dichiarazione, con ripercussioni dirette sull’operazione di export e sull’accesso al mercato.

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